Giorgio Galimberti nasce a Como il 20 marzo 1980. Figlio d’arte, è da sempre appassionato di fotografia. Complice una famiglia legata all’arte e alla creatività si avvicina alla fotografia a sviluppo istantaneo in giovane età, sfruttando le possibilità che la pellicola permette, sperimentando tecniche di manipolazione affrontandola come un gioco, con consapevolezza e padronanza dello strumento.
Negli anni rimane molto vicino al settore, seppur accantonando la propria produzione personale, continuando a frequentare l’ambiente fotografico.

Circondato dalla presenza e conoscenza di grandi Maestri, Giorgio carpisce e fa suo un certo tipo di visione che, nel momento di riprendere la macchina in mano, gli consente di definire una propria cifra stilistica chiara e ben delineata. Intorno ai trent’anni le sue esperienze e conoscenze si trasformano in una consapevolezza di linguaggio che gli permette di affacciarsi al mondo autoriale con maturità tecnica e compositiva.
I suoi riferimenti hanno sicuramente influito nella definizione del proprio linguaggio: Robert Frank, Robert Doisneau e Mario Giacomelli su tutti.
Le sue immagini esulano dai soliti canoni fotografici, unendo diversi generi, partendo dalla street photography, declinata in una visione incentrata su contrasti ed un uso della luce moderno e attuale.

Negli anni successivi è presente in diverse mostre collettive. Nel 2014 le prime esposizioni personali che lo portano ad essere presente al MIA Fair 2015 con la galleria DaDA East di Milano.
Nel maggio 2015 la prima mostra a Milano, alla galleria Expowall. Dal titolo “Tracce Urbane” e curata da Maurizio Rebuzzini, l’esposizione fa parte del circuito espositivo milanese PhotoFestival.
Sempre nel 2016, due riviste storiche del settore gli dedicano un portfolio che conferma la crescita e maturazione fotografica: FOTOgraphia, aprile 2016 e FOTOGRAFIA Reflex, giugno 2016.
A fine 2016 diverse le mostre personali, la più significativa al Leica Store di Firenze con un progetto chiamato “Q”, realizzato interamente con Leica Q, che conferma l’adattabilità e semplicità del fotografo nell’utilizzo di apparecchi diversi, senza esulare dal proprio linguaggio; successivamente inaugura presso DaDA East di Milano la sua personale con il progetto inedito “Tribute to Mitoraj”.
Nel 2017 inaugura presso la prestigiosa gipsoteca del “Liceo artistico di Porta Romana” a Firenze la sua mostra dedicata allo scultore polacco, inoltre numerose collaborazioni e mostre in programma per l’anno in corso.

Dal 2017 è membro del collettivo “Italian street photography”.

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